Atellier 3

Gli strumenti per la creazione del mediatore europeo

 

Organizzato dall'Università di Cagliari con la partecipazione del Prof. Carlo Pilia, la Prof.ssa Françoise Scafidi, la dott.ssa Silvia Lilliu, il dott. Francesco Usala e la rappresentante del CNAM Sylvie Rouxel.

La prima parte è stata di introduzione al tema della mediazione, con l'obiettivo di individuare un piano formativo del mediatore europeo. In tal senso, la Direttiva comunitaria 52/2008/CE introduce lo status giuridico del mediatore europeo, soprattutto attraverso i codici di condotta.

 

L'art. 4 infatti, che è dedicato alla “qualità della mediazione”, ne costituisce un esempio: “Gli Stati membri incoraggiano in qualsiasi modo da essi ritenuto opportuno l'elaborazione di codici volontari di condotta da parte dei mediatori e delle organizzazioni che forniscono servizi di mediazione nonché l'ottemperanza ai medesimi, così come qualunque altro efficace meccanismo di controllo della qualità riguardante la fornitura dei servizi di mediazione. Gli Stati membri incoraggiano la formazione iniziale e successiva dei mediatori allo scopo di garantire che la mediazione sia gestita in maniera efficace, imparziale e competente in relazione alle parti”. Esso comprende un piano di formazione e aggiornamento.

Tuttavia, il piano formativo deve comprendere anche le competenze linguistiche e culturali: infatti, il mediatore europeo deve avere delle conoscenze che vanno oltre la propria lingua, nazione e cultura. Dovrà interagire con Paesi differenti e pertanto la sua conoscenza dovrà essere interculturale.

La terza parte è stata poi dedicata alla mediazione familiare con riferimento alle competenze specifiche del mediatore. Infatti, nel caso della complessità dei conflitti familiari, il mediatore, oltre alle competenze generiche, necessita di una formazione specifica per poter gestire i conflitti all'interno della famiglia, di carattere sociale, culturale, religioso che sono ormai lo specchio della nostra società.

Sì è infine riflettuto sulle competenze tecnologiche, che oggi sono indispensabili per la mediazione a distanza. È richiesta dunque una conoscenza online, sia a livello teorico che pratico. La tecnologia fa ormai parte delle nostre vite quotidiane, ed è per questo indispensabile creare una piattaforma online, sulla scia della Piattaforma ODR.

Hanno preso parte al nostro atelier circa 50 persone prevalentemente studenti universitari di diritto civile, desiderosi di conoscere la mediazione quale strumento alternativo di risoluzione dei conflitti.
Gli studenti hanno mostrato un approccio di tipo teorico che riflette l'ambito universitario, e soprattutto la formazione giuridica ad essi impartita.

Il confronto, lo scambio di idee, l'interazione con un mondo internazionale, lo studio di tecniche nuove e diverse, costituiscono un nuovo approccio didattico con il quale si sta cercando di formare i nuovi professionisti del domani.


Il dibattito si è svolto attraverso la lettura delle domande poste dagli studenti, tra le quali spiccano le seguenti:

-Perché rivolgersi alla mediazione?
-La tecnologia è uno strumento essenziale?
-Sono previste borse di ricerca o di tirocinio all'estero?
-è possibile integrare una formazione pratica? Oltre che teorica?

 

Si tratta di curiosità legate sopratutto all'aspetto pratico della formazione e all'interculturalità cui si rivolge il Progetto LIMEDIAT.

Dal dibattito è dunque emersa la volontà di aprirsi ad un sistema interculturale, di far si che si venga a creare una cultura della mediazione, perlopiù assente nel sistema italiano, la consapevolezza delle competenze linguistiche e tecnologiche, come mezzi necessari ma non sufficienti per formare un mediatore europeo ed infine la necessità di creare un equilibrio tra pratica e teoria. Quest'ultimo evidentemente l'aspetto di maggiore interesse, da tenere in considerazione per la creazione del mediatore europeo.